La Leggenda del Lago di Comabbio

 

” Molto tempo fa, in un villaggio del Varesotto, viveva una bambina che si chiamava Caterina Comabbio. La piccola era amata da tutti perché aveva un animo generoso e gentile.

Il paesino era sempre stato prospero, ma quell’anno una terribile siccità aveva reso i campi aridi, compromettendo i raccolti. Cominciava perciò a scarseggiare, oltre l’acqua, anche il cibo.

Caterina non riusciva a sopportare quella situazione e così ogni notte, all’insaputa dei genitori, usciva dalla finestra della sua cameretta al piano terra e si recava in una valle nei pressi dell’abitato, dove si sfogava piangendo.

Il vecchio saggio del villaggio, che non prendeva facilmente sonno a causa del caldo eccessivo, spesso gironzolava a lungo per le vie, cercando di trovare qualcosa di interessante da osservare, e non rientrava a casa se non dopo la mezzanotte.

La sua attenzione fu dunque attratta dalla bimba che, tutta sola, si dirigeva fuori dal paese a tarda ora.

:”Che cosa sta facendo qui la piccola Caterina?” si chiese stupefatto :”E dove sta andando? Forse dovrei avvisare i suoi genitori…. E’ pur vero che è una bambina molto responsabile…. farò così: la seguirò per vedere dova va e, se necessario, interverrò immediatamente!”

Un meraviglioso chiaro di luna illuminava il sentiero che conduceva alla valle dove Caterina si recava ormai da molte notti e non fu quindi difficile starle dietro, anche se l’uomo dovette più volte nascondersi fra i cespugli per non essere notato dalla bimba quando si voltava, spaventata dal richiamo dei molti uccelli notturni che avevano il nido nei dintorni.

Giunta a destinazione, Caterina si sedette su un masso e, mentre guardava con i suoi occhioni la luna splendente, disse sottovoce :” Vorrei tanto che la siccità finisse e che tutti fossero di nuovo felici!”

A questo punto, come era accaduto le sere precedenti, avvertì un groppo in gola e scoppiò in un lungo pianto disperato.

Il vecchio stava per avvicinarsi per consolarla, quando notò un fatto straordinario: le lacrime della bimba, cadendo a terra, si moltiplicavano formando delle pozze e, guardando meglio, vide che lì intorno ve n’erano molte altre, frutto delle precedenti notti di pianto.

Esse sembravano unirsi in un piccolo lago ed il vecchio rimase senza fiato quando, attardandosi sul posto mentre la bambina riprendeva la via del ritorno, scoprì che non si trattava di lacrime salate, ma dolci come l’animo della piccola!

Il giorno dopo, finalmente, si scatenò un fortissimo temporale e piovve a dirotto dopo mesi. Un miraclo però era già accaduto: si era infatti formato un lago che, su proposta del vecchio che conosceva il segreto della sua origine, venne chiamato di Comabbio in onore di Caterina, che aveva salvato tutti con la sua dolcezza e sensibilità”.